DARE IL PERMESSO SENZA ESSERE PERMISSIVI
June 3, 2017

LA SOTTILE ARTE DI OSSERVARE

LA SOTTILE ARTE DI OSSERVARE di Suzanne Cothier

Capire, analizzare e risolvere problemi di comportamento o di esecuzione richiede delle buone doti di detective. Come il famoso Sherlock Holmes sapeva bene, nessun dettaglio, per quanto piccolo, è insignificante. Tanto più accuratamente potete osservare il cane, tanto più precisa sarà la vostra analisi. Osservare attentamente e concentrarsi sui dettagli sono caratteristiche non solo di un buon detective, ma anche di un buon educatore.

Uno dei momenti più sconcertanti nella mia carriera di educatrice l’ho vissuto lavorando con un cane che aveva morso alcune persone. Mentre lavoravo con lui su ostacoli di vario genere, la proprietaria commentò diverse volte: “Non posso credere che ancora non ti abbia morso!” Non ho mai potuto dire se fosse semplicemente stupita o anche delusa. Quel cane non mi ha morsa perché osservavo in lui anche il più piccolo segno che dimostrasse che cominciava a sentirsi minacciato.

Con quel cane, sottili cambiamenti nel ritmo del respiro, un labbro leggermente teso e un restringimento della pupilla erano tutto ciò che mi serviva cogliere. A quel punto, senza aspettare altre avvisaglie e senza spingermi oltre fino a notare segnali più drammatici, bastava semplicemente modificare la nostra attività e fare qualcosa di meno minaccioso lasciando che il cane si rilassasse. Ignorare questi chiari ma sottili sintomi avrebbe indubbiamente fatto sì che il suo comportamento si intensificasse, forse fino a esplodere in un episodio di aggressività che avrebbe potuto concludersi con un morso. Quel cane in seguito è migliorato così tanto da diventare un meraviglioso compagno di vita che ha facilmente conseguito i certificati CGC – Canine Good Citizen (Buon Cittadino a Quattro Zampe) e la foto di lui in braccio a Babbo Natale durante una festa di beneficenza rimane una delle mie preferite.

I cani comunicano tra loro con un’infinità di segnali molto sottili che utilizzano nelle loro interazioni con gli altri cani. Il modo in cui noi osserviamo e quello in cui comunichiamo con loro a volte deve sembrare incredibilmente grossolano agli occhi di questi maghi della comunicazione non verbale.

Invertendo i ruoli, percepiremmo questa mancanza di attenzione ai nostri segnali come maleducazione, trascuratezza o semplice stupidità. Fortunatamente per noi, i cani apportano alla relazione uomo-cane le loro formidabili capacità di osservazione, essendo del tutto consapevoli della nostra postura, respiro, tensione muscolare e espressioni facciali e reagendo spesso a cambiamenti dei quali non siamo nemmeno coscienti. I problemi nell’educazione o nel comportamento solitamente scaturiscono dalla risposta del cane a segnali che abbiamo inviato senza rendercene conto. Sfortunatamente in genere la colpa ricade sul cane e non sul conduttore.

La nostra responsabilità come proprietari e educatori è di osservare i nostri cani e comunicare non verbalmente con loro in modo tanto preciso quanto precisa è la loro interazione con noi. Dover dipendere dalla comunicazione verbale è probabilmente uno dei più grandi impedimenti nel processo di addestramento. In genere un concetto che non può essere completamente chiarito in maniera non verbale è un concetto che il cane non sarà in grado di comprendere.

Per diventare abili osservatori è necessario mettere in pratica queste abilità. Come l’artista Frederick Franck disse in The Art of Seeing  (L’arte di vedere), “Spesso guardiamo, ma raramente vediamo.” Le informazioni raccolte attraverso un’attenta osservazione sono di importanza cruciale. Senza tali informazioni, non potete prendere alcuna decisione per conto del vostro cane.

Un triste esempio è quello di uno Sheltie che mi fu presentato a un seminario di Approccio Integrato. Il proprietario lamentava che qualunque metodo utilizzassero, il cane era “pigro” e continuava a sedere “scosciato”. Per un intero anno, la proprietaria e l’istruttore avevano usato un crescente numero di punizioni per forzare il cane a sedersi dritto. Bastò un rapido sguardo per notare che il cane si muoveva con l’intero corpo leggermente inclinato verso destra, e che non teneva la coda dritta, ma portata sopra al garretto destro. Naturalmente, quando si metteva seduto, era incapace di stare dritto; non era nemmeno in grado di camminare in linea retta. Trovai scioccante che non una sola volta il proprietario o l’istruttore avessero preso il tempo di osservare davvero il cane; la risposta stava lì, davanti ai loro occhi. Il cane faceva del suo meglio ma aveva una reale e grave limitazione fisica che gli impediva di realizzare l’obiettivo che si era prefissato il suo proprietario.

Prendetevi il tempo di osservare il vostro cane attentamente e sovente. Come noi, i cani cambiano, hanno giornate no, si fanno male e sono confusi. Abituarvi a osservare le capacità e le limitazioni del vostro cane, può permettervi di prendere decisioni informate. Decisioni sulle capacità di comprensione del cane, se non vengono confermate da un’attenta osservazione del cane stesso, possono portare a problemi nell’educazione, minare o distruggere il vostro rapporto con il cane, e in alcuni casi possono equivalere a un crudele abuso.

 


By choosing to use this article you agree to our article usage terms

“The Fine Art of Observation” by Suzanne Clothier